Cornus sanguinea L.
Famiglia: CORNACEAE





Il “Corniolo Sanguinello” o la “Sanguinella”, è un arbusto della famiglia delle Cornacee. L’areale di questa specie comprende l’Europa, l’Asia Minore e il Medio Oriente.
Deve il suo nome al colore dei giovani rami e alle foglie rosse dell’autunno.
Foglie: Le sue foglie sono ovali e possono raggiungere una lunghezza di dieci centimetri. La nervatura delle foglie è ricurva e i piccioli non presentano peluria.
Fiori: I fiori sono ermafroditi (monoici) e autoimpollinanti. La sanguinella fiorisce da maggio a giugno; i fiori sono bianchi e profumati. Vengono impollinati da diverse specie di apoidei. La pianta spontanea è fruttifera da agosto a settembre. Spesso fiorisce una seconda volta nell’anno (settembre-ottobre, se il clima è favorevole). Questa pianta è mellifera e viene bottinata dalle api, che ne raccolgono il nettare.
Frutti: I frutti sono drupe grandi come un pisello e non commestibili e che in seguito alla maturazione diventano neri.
I frutti vengono mangiati dagli uccelli e da alcuni mammiferi.
Proprietà: le gemme hanno proprietà antitrombotiche e anticoagulanti e possono aiutare contro i sintomi dell’ipertiroidismo.
Secondo alcune fonti in passato le drupe venivano utilizzate per le loro qualità tintorie, la corteccia trovava impiego in erboristeria per le sue proprietà medicinali e dai semi si ricavava un olio usato nella lavorazione dei saponi e per far ardere le lucerne.
Gli antichi romani chiamavano il Sanguinello “Cornus femina”, per contrapporlo al Corniolo “Cornus mas” (mas = maschio) volendo con ciò alludere al fatto che la prima pianta aveva un legno meno duro della seconda.
Mitologia: Si racconta che dopo la caduta di Troia, Enea e i suoi compagni, fuggiti dalla madrepatria in fiamme, fossero approdati sulle coste della Tracia. Qui innalzarono un altare sacrificale e cercarono del fogliame per ricoprirlo.
Quando Enea cercò di strapparne dei rami, questi iniziarono a sanguinare, mentre dal cespuglio uscì una voce che implorò Enea di non fargli del male: quell’arbusto è, in realtà, Polidoro, ucciso da Polimestore per bramosia dell’oro. Polidoro racconta di essere stato trafitto da una pioggia di dardi che lo avevano inchiodato al terreno e poi, germogliando, lo avevano trasformato in pianta.
Nel ‘600 si riteneva che la corteccia ed i semi del Corniolo Sanguinello venissero usati dagli stregoni per riti magici e per preparare pozioni velenose.
Curiosità: I giovani polloni rossi dell’arbusto si raccoglievano a fine inverno per fabbricare graticci e cesti.
Ulteriori informazioni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Cornus_sanguinea
https://unalberoalgiorno.blog/2020/09/22/cornus-sanguinea-sanguinella/
