A3 Alloro

Laurus nobilis
Famiglia: LAURACEAE

FIORE MASCHILE
FRUTTO
FIORE FEMMINILE
FOGLIA

Sempreverde fortemente radicato nel territorio e in tutto il bacino del Mediterraneo, molto amato in cucina, grandemente cantato dai poeti. In città è presente nei giardini pubblici e privati.
Si presenta in forma di arbusto di varie dimensioni poiché sottoposto a potatura, ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m, con rami sottili e glabri che formano una densa corona piramidale.

Foglie: Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella pagina superiore e opache in quella inferiore, sono inoltre molto profumate.

Fiori: L’alloro è una pianta dioica, cioè porta fiori, unisessuali, in due piante diverse, una con i fiori maschili e una con i fiori femminili. I fiori sono di colore giallo chiaro, riuniti a formare una infiorescenza ad ombrella, compaiono a primavera, generalmente in marzo-aprile.

Frutti: I frutti sono drupe nere e lucide (quando mature) con un solo seme. Le bacche maturano a ottobre-novembre.

Proprietà: Le foglie possono essere usate in cucina, per aromatizzare carni e pesci, e come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi (ottimo e più profumato sostituto della canfora), per preparare decotti rinfrescanti e dalle qualità stimolanti e antisettiche che aiutano la digestione e le fermentazioni.
Si usa anche in pediluvi e si può macerare in alcool per ricavarne un profumato e aromatico liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche utile contro tosse e bronchiti.
Dalle drupe si può ricavare l’olio laurino, un olio aromatico con proprietà medicinali, ingrediente peculiare dell’antichissimo sapone di Aleppo. Veniva inoltre utilizzato per preservare libri e pergamene e per preparare le classiche coroncine d’alloro.
A marzo, quando fiorisce l’alloro, soprattutto nei climi temperati freddi dove non ci sono altre fioriture rilevanti, è un’importante fonte di nettare e polline per le api.

Mitologia: Una versione del mito di Apollo e Dafne ci racconta che Cupido, per vendicarsi di un’offesa subita da Apollo, colpisce il dio con una freccia d’oro in grado di far innamorare alla follia la prima persona su cui avesse posato gli occhi. Questa sorte capita alla ninfa Dafne, che però, colpita da Cupido con la freccia dell’odio, non volle assolutamente cedere all’amore di Apollo.
Un giorno, mentre si aggira per i boschi, Apollo vede Dafne e la insegue: la ninfa fugge spaventata invocando l’aiuto del padre Peneo affinché la trasformi in un albero: all’improvviso Dafne si trasforma in un albero di alloro (in greco antico Daphne significa appunto “alloro”). Apollo la raggiunge, ma è arrivato tardi: riesce solo a rubarle un bacio prima che la trasformazione sia completata.

Curiosità: In Italia è tradizione porre una corona di alloro sul capo di uno studente che ha conseguito la laurea poichè è considerato un simbolo di onore, vittoria e conoscenza.
Nell’antica Grecia e a Roma, l’alloro era associato alle divinità della conoscenza e dell’intelletto, come Apollo e Minerva.
Presso i popoli antichi la corona d’alloro spettava alle persone di grande merito, come poeti, atleti e studiosi.

Ulteriori informazioni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Laurus_nobilis
https://unalberoalgiorno.blog/2021/04/25/laurus-nobilis-alloro/