Philadelphus coronarius
Famiglia: HYDRANGEACEAE





Il Filadelfo o Fior d’Angelo o Fiore del Paradiso o Gelsomino della Madonna, è un arbusto rustico deciduo molto frugale, caratterizzato da crescita rapida (cresce fino a 3 m di altezza per 2,5 m di larghezza), un po’ disordinata, che richiede talora una potatura al termine della fioritura per contenerne l’esuberanza.
Coltivato per la generosa fioritura bianco candida, molto profumata. Fiorisce tra maggio-giugno.
Può assomigliare, ma non è strettamente correlato, a varietà del corniolo, dal nome simile, che è il nome comune per Cornus nella famiglia Cornaceae.
Foglie: Foglie ellittiche con apice pronunciato e denti acuminati più o meno accentuati.
Fiori: Fiori bianchi a forma di ciotola con stami prominenti. Nella specie le fioriture sono abbondanti e molto profumate, ma meno nelle cultivar.
Frutti: Capsula loculicida a lungo persistente e a 4 valve, lunga 15 mm, con numerosi semi oblunghi di 3 mm..
Proprietà: Dai fiori si estraggono essenze per la produzione di profumi. Per il suo alto contenuto in saponine, le foglie sbriciolate venivano utilizzate come detergente; un altro utilizzo era l’uso delle foglie per lucidare i mobili.
Mitologia: Il nome Philadelphus deriva da due parole greche: phileo che significa io amo, e adelphos che significa fratello, ovvero amore fraterno o io amo mio fratello. La spiegazione non è chiara, si pensa che probabilmente il nome sia stato scelto per via del profumo dei fiori che, essendo molto forte, può ricordare l’intensità dell’affetto fraterno.
Le donne dell’agro-nocerino-sarnese mettevano in casa bacinelle piene d’acqua con i petali di Philadelphus. La leggenda racconta che facendo così gli Angeli, di notte, vengano a visitare le case.
Curiosità: Si sono perse le tracce della sua origine, forse anche per il suo adattamento a latitudini diverse. Lo troviamo infatti sparso un po’ ovunque in Europa, nel nord Africa, in Oriente. Forse è proprio l’Oriente la sua terra natale dove i fiori vengono usati per aromatizzare il tè.
In Turchia usavano i rami di Philadelphus internamente vuoti e midollosi per farne pipe e zufoli dalla particolare sonorità.
Il termine coronarius in latino significa “usato per fare corone”.
Ulteriori informazioni:
https://en.wikipedia.org/wiki/Philadelphus_coronarius
https://unalberoalgiorno.blog/2021/12/11/philadelphus-coronarius-fior-dangelo/
